Omelia di S.E. Mons. Massimo Camisasca, Vescovo

l’occasione che ci vede qui riuniti è motivo di grande gioia, per me, per la nostra Chiesa, per queste parrocchie e per il movimento di Comunione e Liberazione. L’apertura di una nuova casa di Memores Domini a Reggio, e in particolare qui a san Valentino, ha per me e per tutti noi un significato molto profondo.

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Una casa di persone dedicate a Dio indica al mondo intero che vale la pena donare la vita a Gesù perché lui l’ha donata a noi. È innanzitutto un grande richiamo attraverso cui Dio raggiunge e provoca le nostre vite. Guardando a questa casa desideriamo imparare la pazienza e la fedeltà di Dio, l’accoglienza e la gioia che proviene da una comunione vissuta, un cuor solo e un’anima sola (At 4,32) come abbiamo ascoltato nella prima lettura.

Ma anche il luogo in cui questa casa sorge contribuisce ad aumentarne la luce e la forza di testimonianza. Questa Pieve custodisce le spoglie mortali del beato Rolando Rivi, un ragazzo semplice, amante della vita, dei giochi, della musica, dello sport, un ragazzo che già da piccolo aveva capito che Gesù è colui per cui vale la pena vivere. A lui desiderava donarsi e per lui desiderava partire in missione, per comunicare a tutti la gioia dell’amicizia con Gesù.